Year One

Oggi, esattamente un anno fa, ho mosso i miei primi passi nella fotografia di moda. Da allora, mi sono tuffato a capofitto in questo mondo incredibilmente complesso, difficile e affascinante.

Adesso, mi piacerebbe riflettere un po’ su quest’anno appena trascorso e condividere con voi i miei propositi per l’anno nuovo.

Golden Cage Cover

In Retrospettiva

Ci sono due modi di guardare indietro a questo anno: da un certo punto di vista, ho scattato molto. E intendo MOLTO. Più di 30000 foto e una quantità di video, il tutto raggruppato su decine di progetti.

D’altra parte quando guardo a cosa ha realmente contribuito al “Portfolio”, non c’è stato molto. Ma va ugualmente bene: i lavori di alta qualità sono il frutto di una pratica costante e di un editing molto rigoroso. Mostra solo i tuoi migliori lavori, giusto? 

Quindi, riguardo i punti salienti: nel 2016 ho scattato il mio primo advertising per una marca di cashmere, Il Borgo. Nel corso dell’anno ho inoltre pubblicato una serie di editoriali, ottenendo due (!) copertine. Sono stato pubblicato su Elegant Magazine tre volte, su Superior Magazine e anche su Dark Beauty Magazine. Un altro gruppo di editoriali è ancora in attesa di essere pubblicato. A settembre ho aperto il mio proprio studio, che è stato un piccolo sogno nel cassetto per molto tempo. Da allora ho scattato un gran numero di ritratti e fatto diversi test.

Con tutto ciò, il mio portfolio finalmente è iniziato a sembrare come un vero portfolio.

Parallelamente, ho iniziato ad insegnare alla Alma Mater, per cui ho progettato il nuovo corso di Videomaking. Più tardi ho proseguito e — insieme ad un collega — ho fondato una scuola di fotografia, la Bottega Fotografica.

Chi mi conosce ormai ne ha fin sopra ai capelli della mia costante paura di essere tagliato fuori, di essere troppo vecchio e di procedere troppo lentamente. ma tutto considerato, mi sto avvicinando adesso al terzo anno di fotografia professionale (questo Gennaio segna l’anniversario) e sono già arrivato fin qui. Eppure, so che avrei potuto scattare di più, commercializzare in altre nicchie e in generale avrei potuto fare le cose un pochino meglio.

Gaijin Cover

Risoluzioni

Tenendo questo in mente, quali sono i miei propositi per il nuovo anno?

#1 Scattare Più Advertising

Si potrebbero dire un sacco di cose: che è lì dove girano veramente i soldi, che per essere considerato di successo si dovrebbe scattare molto lavoro pubblicitario… ma per me l’advertising è sempre stata “solo” la vera essenza dalla fotografia di moda. Al fine di trasmettere l’identità di un marchio, è necessario evocare specifiche emozioni, e questo può essere fatto solamente quando liberi tutta la tua conoscenza e creatività. Per me non c’è niente di più gratificante che essere stati scelti per studiare, rielaborare e rappresentare un marchio. Lavorerò sodo nel tentativo di ottenere più lavori del genere.

#2 Più Editoriali

Amo scattare editoriali. La creatività, il lavoro di squadra e la gioia di esser pubblicati… insuperabili! Quest’anno mi piacerebbe alzare un po’ la posta in gioco e cercare di arrivare su riviste di fascia più alta.

#3 Scattare Meno

Si, lo so che i primi due propositi erano “scattare di più” e “ancora di più”, ma mi piacerebbe provare a scattare di più con meno: rallentare un po’ e pensare di più ai singoli scatti. Per come sono ora, spesso scatto più del dovuto per la paura di non ottenere quello giusto. Poi ovviamente ottengo il risultato che desidero, ma mi piacerebbe avere una maggior padronanza e comprensione di quando ho già ottenuto lo scatto e smettere di perdere tempo.

#4 Ottimizzare il Flusso di Lavoro

Non si può mai essere troppo efficienti: più mole di lavoro posso gestire, più lavori posso prendermi a carico. Il problema qua è che devo gestire troppi fronti: scattare è solo il 10% del lavoro. Produzione, logistica, ricerca del lavoro, marketing e tutta l’amministrazione prendono un’immensa parte del tempo a disposizione. Sono già un fanatico della produzione, ma sembra che dovrò migliorare ancora.

#5 Ritoccare Più Velocemente

Il ritocco è un’altra cosa che richiede un sacco di tempo. Non fraintendetemi, amo ritoccare le mie proprie foto: senza di esse gli scatti sarebbero solo questo… scatti. Il ritocco completa il processo, ma continua a richiedere troppo tempo. Parte del problema qua è che ho bisogno di ritagliarmi una buona fetta di tempo indisturbato per mettermici seriamente. Questo è anche parte del precedente proposito: se riesco a gestire meglio il mio flusso di lavoro, probabilmente risparmierò tempo anche con il ritocco.

#6 Condividere Conoscenza

Ovviamente ho in programma di continuare a spendere tante energie per la mia scuola, la Bottega Fotografica. Ma mi piacerebbe postare di più sulla fotografia di moda in particolare. Fino ad ora avete visto solo pochi post su questo blog, ma sarei felice di creare molti più “dietro le quinte”: foto, post e video. Di solito sono molto concentrato sul lavoro e dimentico di scattare le fasi del backstage, ma recentemente ho preso un’assistente, quindi ho già iniziato ad affrontare il problema.

#7 Stampare di Più

Non c’è molto da dire qui. Essendo nato come fotografo digitale, la maggior parte delle mie foto le vedo soltanto sullo schermo, ma appena mi sono avvicinato alla stampa (e le sue difficoltà) ho iniziato ad apprezzarla sempre di più. Stampare è su un livello completamente diverso: eleva il tuo lavoro.
Questo è anche un proposito doppio: mi piacerebbe stampare solamente i miei lavori migliori, quindi stampare di più significherebbe fare anche “più lavori migliori” (sì, so che è solo un’illusione, ma reggetemi il gioco).

#8 Viaggiare di Più

Non c’è nulla al mondo paragonabile al viaggiare e al conoscere più culture. “Se il denaro non fosse un problema” spenderei tutto il mio tempo viaggiando. Per me non è tanto una questione di decompressione dal lavoro tanto quanto un modo per trarre ispirazione: Voglio vedere quante più cose possibili di questo grande grande mondo.

#9 Libro sulla Cina

Lo scorso anno ho viaggiato in Svizzera, Francia e in Cina. Ho trascorso quasi un mese in Cina e quest’anno ho intenzione di tornarci ancora una volta a Marzo. Mentre mi trovavo lì ho iniziato a lavorare ad un progetto parallelo che intendo mostrare al mondo quest’anno (sì, si tratta di un libro fotografico, che sorpresa vero?). Non sono sicuro se verrà apprezzato o meno, ma la realtà è che lo sto facendo solo per egoismo, per esprimere il mio punto di vista della Cina oggi come “mezzo estraneo”. Ma in caso foste interessati, fatemelo sapere, nei sarei felice!

#10 Continuare Questa Carriera

L’ultimo proposito è un po’ anticlimatico, ma anche il più importante. Essere un fotografo freelance è così dannatamente difficile che mi sono chiesto spesso se fosse la carriera giusta (la pressione sociale asiatica si fa sentire), ma non riesco davvero a vedere nessun altra strada per me ora che non sia vivere e respirare fotografia.

Gone Cover

Alla fine del prossimo anno vedremo cosa sarò stato in grado di realizzare e cosa no. Nel frattempo, grazie a tutti per il supporto e l’incoraggiamento!

Garden Blaze

Garden Blaze è un editoriale di moda pubblicato sul numero di ottobre di Elegant Magazine, disponibile in digitale o in cartaceo.

E qua ci sono alcuni scatti del backstage! È stato prima che avessi il mio proprio studio: ho noleggiato l’eccellente Primo Terzo.

Grazie al mio fantastico team, questo è stato di grand lunga lo shooting che mi ha messo più alla prova in assoluto!

I pazzi! â¤ï¸

Credits

Photography: Chen You Photography
Models: Martina @Casting Firenze & Giulia Renzi
Styling: Marta Biagini & Cristina Bozzi @Hylozoic*A
Make-up: Kizui Louze
Hair: Cristina Bertini
Graphics: Denise Paoli & Martina Volandri @Le Dame
Assistant: AD Photo


Gone

Gone è un editoriale di moda pubblicato sul numero di ottobre di Superior Magazine, disponibile in digitale o in cartaceo.

 
Volevo celebrare la bellezza che si trovare nelle fini. La notte che si avvicina all’alba, un amore che finisce, l’innocenza della giovinezza sono tutte incredibilmente belle, così fragili e deboli nel tempo. La decadenza dell’autunno e la natura che ci ricorda costantemente il passare del tempo sono così potenti che ho deciso di celebrarle.
 

Gone è un editoriale che è maturato con il tempo. Nato come uno shooting floreale semplice e facile per la stagione PE, abbiamo dovuto cambiare i piani e posticipare di un po’… un mese o sei. Ma è stato tempo speso bene, perché ho avuto la possibilità di evolvere l’idea e cambiarla in qualcosa di più elaborato, qualcosa con maggiore profondità.

 

Come potete vedere dalla moodboard, il nome originale dell’editoriale era Halcyon. È una parola arcaica che denota un periodo nel passato che era idillicamente felice (siamo finiti un po’ più in là). Quando ho immaginato questo servizio ero appena tornato dal Workshop di Lara Jade a Milano dove avevo fatto da assistente ed ero stato fortemente influenzato/ispirato dal suo stile. Volevo fare qualcosa di simile. Ripensandoci adesso, era decisamente troppo simile.

Fortunatamente, mentre continuavo ad aggiungere e rimuovere pin, la moodboard si è mossa e alla fine abbiamo mantenuto gli elementi floreali, ma con un mood più cupo.

Una volta scelto il mood, ha fatto subito preso. Lavorando insieme a Cristina e Rachele abbiamo deciso di usare uno styling e un makeup molto semplici ma efficaci. Il gusto di Cristina tende verso l’etereo e il romantico, quindi calzava a pennello con il mood scelto. Rachele si è adattata molto bene al mood e anche se il suo trucco era molto delicato, ha continuato a correggerlo e a perfezionarlo per ogni look. Tendo ad essere perfezionista in post, e con il loro lavoro meticoloso mi hanno veramente risparmiato un sacco di tempo!

Scegliere la location è stato abbastanza semplice: avevo già lavorato al CROSS+STUDIO durante il workshop di Lara Jade, e mi sono letteralmente innamorato della loro selezione di studi (a differenza del tipico studio asettico, i loro sono completamente arredati e progettati in stili diversi: Factory and Industrial hanno un look metropolitano, Classic è un gigantesco studio completamente bianco, Bridge ha un gusto moderno e così via…). A questo punto della produzione avevo già in mente che tipo di color grading avrei voluto fare, quindi scelsi il Liberty, che aveva colori marroncini/caldi combinati con colori grigi/più freddi.

È interessante notare che, anche se ho variato molto gli angoli e le pose, gli scatti che ho “visto” durante lop shooting riflettono molto da vicino quelli finali.
(E anche: decisamente non so come usare una macchina fotografica istantanea)

Sapevo che il makeup avrebbe richiesto circa un’ora, quindi avrei avuto due ore per scattare sei look: venti minuti per ognuno. Quindi, durante la prima ora, ho deciso velocemente e testato i “set”: sei punti differenti dove scattare, e che genere di illuminazione avesse bisogno ogni punto. Avevo già studiato lo spazio dalle foto dello studio, ma vedere la location di persona è diverso. Ho dovuto fare alcune modifiche veloci all’inizio di ogni look, ma ovviamente la preparazione è stata fondamentale.

Il giorno dello shooting era estremamente caldo e umido (e ancora caldo). Il breve tragitto dalla stazione della metro allo studio ha quasi ucciso il mio team. Ma visto che avevo prenotato la location per sole tre ore, abbiamo dovuto prepararci il più velocemente possibile.

Per fortuna Rachele è una grande professionista ed è passata in piena modalità trucco in brevissimo tempo, e Elaine, la nostra bellissima modella, veniva dal Texas, per cui non era veramente affetta dal caldo.

Onestamente, la fase di scatto è stata una vera corsa, ma siamo riusciti a seguire il programma e sono estremamente contento di come sia venuto! Questo è stato sicuramente l’editoriale più veloce che abbia mai fatto (coincidentalmente anche uno dei miei preferiti finora). E posso dire per certo che senza il mio team non sarebbe stato possibile.

Credits

Model: Elaine @BOOM MODELS AGENCY
Styling: Cristina Biella
Makeup: Rachele Leoni


I Am “You”

Ciao a tutti! Come state?

Ultimamente ho passato molto tempo a riflettere sul mio “brand” e sul mio “target market”. Fino ad adesso ho fatto un po’ di tutto ma mi piacerebbe focalizzarmi di più. So di amare la fotografia di moda e so che mi piace scattare campagne ed editoriali. Ed è quello su cui ho intenzione di concentrarmi.

Il mondo della moda è estremamente competitivo e guidato dalle immagini (ovviamente). È vivo, in continua evoluzione e tutto è interconnesso. Mi sentivo come se non stessi rappresentando me stesso nel modo giusto.

Questo è anche il motivo per cui ho intenzione di rebrandizzare e iniziare ad usare il mio nome cinese d’ora in poi: Chen You (陈佑)! È orecchiabile e facile da usare sia per me che per i clienti (Chen è il cognome e You il nome, in caso ve lo stiate chiedendo). Come vi sembra: più semplice, più difficile, indifferente? Fatemi sapere cosa ne pensate!

E… questo è quanto! Nei prossimi mesi dovrò lavorare ad alcuni grandi progetti, quindi non pubblicherò molto ma aspettatevi GRANDI COSE!

Grimilde

È tutto partito da una semplice idea: “facciamo qualcosa insieme!”

Così è nata la mia collaborazione con Lu. In realtà avevamo già scattato insieme diverse volte, ma si trattava sempre di foto in cosplay. Questa volta invece la reciproca passione per il mondo della moda ci ha portati a lavorare insieme ad un progetto un più serio e più ragionato.

Fujifilm X-T1, Fujifilm XF 35 mm, f1.8, 1/60 sec, ISO 200

The Collection

Ciò che non sapevo era che Lu aveva già una collezione. Non in testa. Non semplicemente schizzata. Pronta. Si trattava della collezione che aveva preparato per la sua tesi, quando si è laureata in Moda. Mi ha mostrato gli sketch della collezione ed era in uno stile e genere che adoravo.

La collezione si chiamava Grimilde, dal nome della regina cattiva di Biancaneve. Mi piaceva un sacco, quindi abbiamo inaugurato subito il progetto nome in codice GRIMILDE.

MOOD

La prima cosa da decidere era un mood per le foto. All’inizio non eravamo certi di cosa saremmo andati a fare. Inoltre, tra gli impegni di entrambi e il fatto che abitiamo in due città non proprio vicinissime, non abbiamo avuto la possibilità di incontrarci per discuterne. A molte cose avremmo dovuto pensare con molto anticipo.

Le collaborazioni sono un’ottima occasione per crescere artisticamente e creare qualcosa che da soli non riusciremmo a fare; ma comunicare a distanza non è facile, soprattutto quando si tratta di scambiarsi idee. Ecco perché anche se alcuni aspetti dello shooting potevano essere decisi prima, su altre cose come il make-up o il posing ci siamo sì scambiati qualche idea prima, ma alla fine abbiamo deciso praticamente sul momento.

Ciò non vuol dire che dobbiate prendere esempio da me: la pre-produzione è una fase importantissima e non va trascurata assolutamente. Avere un obiettivo chiaro è molto più efficiente e sicuro che procedere a tentoni. E creare un mood permette di avere una visione comune che può essere trasmessa a tutto il team.

Model

Un’altra cosa molto importante è la scelta della modella, e Lu aveva già in mente qualcuno: Roberta. Scelta che si è rivelata azzeccatissima: non solo i suoi tratti sono perfetti per il look della collezione, ma la sua grande esperienza si è rivelata essenziale.

Quando ti trovi a scattare contro il tempo, con la luce che cala sempre di più, avere davanti qualcuno che segue perfettamente le tue indicazioni e che anzi spesso ti anticipa è veramente inestimabile!

SHOOTING | DAy 1

Il corpo principale degli scatti avrebbe avuto un’ambientazione selvatica, per cui abbiamo deciso per il giardino Villa Ada (che con i suoi 180 ettari, è più simile ad un bosco che ad un semplice giardino).

Essendo così grande, abbiamo perso un po’ di tempo per trovare un punto che offrisse la possibilità di realizzare più inquadrature diverse. Per questo ci siamo trovati abbastanza alle strette con i tempi: dovevamo fare tre look diversi in tre ore, ma ci siamo trovati a farlo in solo due.

Conseguentemente alla location e alla ristrettezza di tempo, la mia scelta di focale è ricaduta sul XF 35 mm, che è equivalente ad un 50 mm su Full Frame. Ciò vuol dire che avrei potuto passare facilmente da inquadrature larghe a strette semplicemente facendo qualche passo avanti o indietro. Il tutto mantenendo un buon controllo della profondità di campo.

Fujifilm X-T1, Fujifilm XF 35 mm, f2.0, 1/180 sec, ISO 200

Fujifilm X-T1, Fujifilm XF 35 mm, f2.0, 1/180 sec, ISO 200

Dal punto di vista dell’illuminazione, il setup era abbastanza semplice: con l’ambiente sottoesposto di uno stop, la luce principale consisteva in un flash diffuso da un ombrello bianco.

Per quanto semplice, questa impostazione doveva comunque essere corretta costantemente: sia perché il sole stava rapidamente tramontando (in mezzo agli alberi la luce calava ancora più velocemente), sia perché il flash doveva essere costantemente spostato… in un ambiente in pendenza. Con i rami bassi. Con i cespugli alti appena fuori inquadratura.

Ma la cosa da fare in questi casi è sfruttare i problemi a tuo vantaggio: potrà anche essere più difficile piazzare lo stativo e l’ombrello aperto fuori dall’inquadratura, ma se la luce del flash deve attraversare i rami e viene leggermente bloccata dalle foglie, quando cadrà sarà anche più realistica. L’unica vera difficoltà Ã¨ stata mantenere equilibrata l’interazione tra l’ambiente e il flash, ma sono molto soddisfatto del risultato!

Fujifilm X-T1, Fujifilm XF 35 mm, f2.0, 1/30 sec, ISO 500

Fujifilm X-T1, Fujifilm XF 35 mm, f2.0, 1/180 sec, ISO 200

SHOOTING | DAY 2

La seconda parte della giornata invece è â€œcolpa” mia. Già da tempo volevo fare qualcosa con l’acqua, e questa mi è sembrata l’occasione perfetta!

Sembrerà ovvio, ma lavorare con i liquidi comporta una quantità di problematiche non indifferente. Innanzitutto serve una vasca sufficientemente grande, è necessario coprire o mascherare il fondo per adattarlo alle proprie esigenze e ovviamente è consigliabile usare acqua calda e riscaldare la stanza per non congelare la modella. Ma sopratutto… bisogna riempire la vasca. E svuotarla. Tutta quell’acqua…mi fanno male tutti i muscoli solo a ripensarci!

Ora, per quanto riguarda la vasca, la mia soluzione è stata usare una piscina gonfiabile. Non può sostituire una vasca vera, ma è molto più accessibile: una volta finito basta sgonfiarla e si può portare in viaggio. Non è bellissima, ma fintantoché non si inquadrano i bordi, è una buona soluzione.

Per l’acqua invece volevo ottenere un effetto che fosse diverso dal solito, Ho ricercato e provato con vari coloranti, ma nessuno dava l’effetto che cercavo. Dopo un po’ sono incappato nella soluzione perfetta: l’amido! Dà questo effetto leggermente etereo, come se fosse nebbia solida invece di un liquido colorato. Inoltre costa poco, è facilmente reperibile ma soprattutto non macchia i tessuti.

Fujifilm X-T1, Fujifilm XF 35 mm, f5.6, 1/180 sec, ISO 200

Qua eravamo al chiuso, quindi è bastato chiudere l’apertura e alzare la velocità di scatto per annullare completamente la luce ambientale e controllare completamente la luce.

La luce principale era un flash con ombrello posizionato a lato della vasca, appena più in alto del bordo. In questo modo l’ombrello illuminato non si sarebbe riflesso sulla superficie ma avrebbe comunque mantenuto direzionalità pur diffondendosi.

Per la luce di riempimento invece ho dovuto affrontare le stesse problematiche, ma da un punto diverso: diffondere il più possibile il flash senza che però niente si riflettesse. Il soffitto non era perfettamente liscio, quindi ho dovuto prima puntare il flash verso un muro laterale. In questo modo la luce laterale si sarebbe riflessa e diffusa abbastanza da poter creare un riempimento efficace ma non abbastanza forte da causare riflessi.

Una volta decise le luci, è stata solo una questione di studiare varie pose e inquadrature.

Fujifilm X-T1, Fujifilm XF 35 mm, f5.6, 1/180 sec, ISO 200

Fujifilm X-T1, Fujifilm XF 35 mm, f5.6, 1/180 sec, ISO 200

Color Grading

Ultimamente si parla molto dell’importanza del colore, sopratutto nel campo video. Nei film si è sempre fatto uso del colore come ulteriore modo per comunicare emozioni e stati d’animo. Per quanto possa essere ovvio, i colori di fronte ai quali ci troviamo influenzano moltissimo come percepiamo le cose. Ad un certo livello, tutti i campi sfruttano questa cosa: cinema, pubblicità, grafica…  allo stesso modo, nella fotografia è importantissimo usare anche il colore non solo per rendere una foto “bella” esteticamente, ma anche aiutarla a comunicare qualcosa.

Una delle regole fondamentali in qualsiasi campo che abbia a che fare con il colore è quello di non usare mai il bianco o il nero puro. Per questo spesso le luci e le ombre più estreme nelle mie foto “virano” verso un colore o l’altro, non diventando mai monocromatici.

Essendo questo un set molto dark, andava posta particolare attenzione alle ombre. Ho esplorato diverse opzioni: all’inizio ho puntato molto su una palette che tendesse al viola, poi ho sperimentato con il blu e infine mi sono fermato sul verde.

Un’altra scelta è stata di desaturare quasi completamente le foglie verdi: essendoci un misto di sempreverde e piante stagionali, la vegetazione nello sfondo troppo spesso era una distrazione che altro.

Parallelamente, ho abbassato la luminosità degli elementi meno importanti e dando più luminosità delle parti più importanti, ma sempre facendo attenzione che le luci non risultino inverosimili. Una delle cose più brutte che vi possa capitare è che chi guarda le vostre foto sia distratto dal un’illuminazione irrealistica.

Infine, un’altra cosa a cui è necessario prestare attenzione, sopratutto in foto molto graduate come queste, è la consistenza. Allo stesso modo in cui in un film tutte le scene funzionano bene una accanto all’altra e seguono tutte uno stesso filo conduttore, un set di foto deve funzionare bene insieme.

Fashion Retouching

Visto il taglio di questo shooting, anche le tecniche di retouching sono riprese dal mondo della moda.

Il passaggio su cui ho passato più tempo è sicuramente la Frequency Separation. Parto sempre dal livello delle basse frequenze per eliminare i problemi di non uniformità e poi passo a quello delle alte per i problemi di texture della pelle.

Un’altra tecnica che uso molto è il Dodge & Burn, che può essere usato in diversi modi. Personalmente lo adopero molto in accoppiata alla Frequency Separation e a volte per illuminare e scurire alcune zone specifiche.

Ad ogni modo, avendo fatto buona parte del lavoro di gradazione del colore prima (ma sopratutto con un buon trucco e una buona modella) la fase di retouching non è tecnicamente complicata. Il problema è che comunque richiede una grande quantità di tempo e attenzione: anche se i cambiamenti sono piccolissimi e per la maggior parte della volte non sono facilmente identificabili, nell’insieme contribuiscono a rendere molto più armoniosa una foto.

Come per il colore, Ã¨ molto meglio cercare di non esagerare: in questo modo la post-produzione non diventa una potenziale distrazione, ma può invece essere quel qualcosa in più che rende speciale una foto.


Spero che abbiate apprezzato questo Behind the Scenes! Mi sono arrivate molte domande riguardo a questo shooting e visto che comunque volevo scrivere qualcosina sull’esperienza, ne ho approfittato per unire le due cose. Se avete domande non esitate a chiedere!

Ringrazio ancora Lu e Roberta, senza il loro aiuto sarebbe stato assolutamente impossibile tirare fuori qualcosa di così bello!

Se capitate a Roma e avete bisogno di una modella o di una stylist… sapete a chi rivolgervi!

Credits

Model: Roberta Dalloway
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Stylist: Kizui Louze
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